Troina moderna:
"Dal rinascimento ai giorni nostri"

 

Negli anni successivi all’occupazione normanna la storia di Troina presenta pochi avvenimenti storici di rilievo e il suo destino è legato a quello del resto della Sicilia. Il suo carattere di città demaniale fece si che il governo interno fosse esercitato dagli stessi cittadini; non si ebbero grossi feudatari, mentre la Chiesa deteneva gran parte dei terreni da cui traeva cospicue rendite per i suoi numerosi monasteri che custodivano pregevoli tesori.

Nel 1535 l’imperatore Carlo V reduce da Tunisi volle intraprendere un viaggio attraverso l’Italia per reperire risorse economiche necessarie alla corona spagnola. In quell’occasione attraversò la Sicilia da Termini Imerese fino a Messina, ma poiché la via costiera era poco sicura a causa delle incursioni piratesche percorse la strada interna che passava proprio da Troina. In città Carlo V sostò tre giorni ospite nel Convento dei Padri Francescani Conventuali; ottenne dalla municipalità una donazione di 900 ducati e confermò i numerosi privilegi di cui la città godeva.

Aquila Aragonese

Nel 1575 una grave pestilenza si abbatté sulla città, mietendo più di 1200 persone in soli sette giorni. In quell’occasione vennero portate in processione le reliquie del concittadino San Silvestro Monaco basiliano (1110-1164) al cui miracoloso intervento il popolo attribuì la cessazione del morbo proclamandolo patrono della città. San Silvestro affiancò così la Vergine Assunta nominata patrona in epoca normanna, e sostituì San Nicola da Tolentino che fino ad allora godeva di tale titolo.

Tomba di San Silvestro (sec. XV)

Nel ‘600 numerosi terremoti che flagellarono la Sicilia orientale non risparmiarono Troina e provocarono non pochi danni al suo patrimonio artistico. Ad aggravare ulteriormente la situazione giunse nel 1866 una legge del regno post - Unitario che, abolendo i privilegi del clero e confiscando la maggior parte dei beni ecclesiastici, provocò un progressivo stato di abbandono di chiese e monasteri.

Nel rigido inverno del 1898 un grani numero di contadini, mosso dal malcontento, scese per le strade gridando "Pani e Terra", chiedendo la lottizzazione del demanio comunale

  e l’apertura dei magazzini di grano dei diversi benestanti. Nel corso di questa sommossa otto morti rimasero sul terreno e si ebbero numerosi feriti.

La collocazione strategica di Troina fu riscoperta durante la Seconda guerra mondiale; la città e la zona circostante fu teatro di una delle più cruenti battaglie per la conquista della Sicilia da parte delle truppe anglo – americane. Pochi battaglioni tedeschi e qualche reparto italiano, annidatisi nell’abitato e nei monti circostanti, equipaggiati con scarse artiglierie riuscirono a resistere per oltre quindici giorni alle ingenti forze americane e a proteggere la ritirata delle truppe dell’Asse verso il fronte di Randazzo. I bombardamenti aerei delle truppe Alleate provocarono ingenti i danni all’abitato e al patrimonio artistico; notevole fu anche il tributo di sangue, soprattutto di civili.

Gli anni della ricostruzione furono particolarmente difficili. In questo quadro si inserì, fortunatamente, la costruzione di una grande opera di ingegneria geotecnica: la diga di Ancipa. L’opera voluta dall’Ente Siciliano di Elettricità fu costruita negli anni 1949-1952. I lavori diedero occupazione a migliaia di operai. Lo sbarramento, progettato dall’ing. C. Marcello e realizzato dall’Impresa ing. Lodigiani, sorge a 841 metri di quota ed è alto 111 metri per una larghezza di 252 metri: la più alta diga del mondo, fino ad allora realizzata, nella tipologia a gravità alleggerita.

Diga di Ancipa

I nove elementi che compongono lo sbarramento sono, infatti, cavi; ciò aumenta del 30% la resistenza alla spinta esercitata dall’acqua rispetto al caso di sbarramento con struttura piena. La costruzione di questa diga generò la nascita di un grande invaso (circa 30 milioni di metri cubi). L’acqua di questo bacino viene utilizzata per la produzione di energia elettrica e come rifornimento idrico di diversi comuni dell’entroterra siciliano, mentre il vasto lago Sartori (dal nome del Presidente dell’E.S.E.), rappresenta una attrattiva turistica.

Negli anni immediatamente successivi alla costruzione della diga, sorse a Troina l’Oasi Maria SS., una struttura all’avanguardia nel mondo per lo studio, la prevenzione, la cura e la riabilitazione dei soggetti affetti da ritardo mentale e da involuzione celebrale. La presenza di questa importante istituzione rappresenta un motore di sviluppo per l’economia locale.

 

 

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ing. Massimiliano Stazzone
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